Mestre Pastinha

mestrepastinhaVicente Joaquim Ferreira Pastinha nasce nel 1889 a Salvador Bahia. Il padre è un commerciante d’origine spagnola e la madre una bahiana.

Ricordato come Mestre Pastinha, riscatta l’aspetto ritualistico di discendenza africana ed il carattere ludico della Capoeira. Nell’intento di mantener viva la Capoeira nella sua forma tradizionale come l’apprese dal vecchio africano chiamato Benedito, per differenziarla dal nuovo stile che andava prendendo piede la ribattezza Capoeira Angola ed apre a Salvador Bahia nel 1941 la prima scuola di Capoeira Angola, la “Academia De Capoeira Angola”.

Mestre Pastinha è il primo Mestre a scrivere un libro sulla storia, filosofia e pratica della Capoeira: “Capoeira Angola”.

Diviene il principale esponente e difensore della Capoeira Angola ed è considerato il capostipite di una vera e propria famiglia, da cui discendono oggi i principali gruppi e scuole di Capoeira Angola. La sua sensibilità lo rende capace di esprimere, come fosse un filosofo, nobili ed attente visioni della vita e della Capoeira.

Mestre Pastinha muore il 13 novembre 1981 rimanendo vicino fino all’ultimo ai suoi discepoli benché vecchio e cieco.

La storia della sua vita

In una registrazione effettuata nel 1967 e conservata nel Museo dell’immagine e del suono, il Mestre Pastinha racconta la storia della sua vita:

«Quando avevo circa dieci anni un altro bambino più grande di me diventò mio rivale. Quando uscivo da solo – per esempio, andare in bottega a fare compere – noi litigavamo e finiva sempre che le prendevo da lui… Un giorno, dalla finestra di casa sua, un vecchio africano assistette ad un nostro litigio: vedendo che piangevo mi disse “vieni qui figlio mio, tu non puoi farcela con lui, sai? Lui è più grande di te. Il tempo che tu perdi piangendo di rabbia puoi spenderlo venendo qua nel mio casolare così ti insegno una cosa molto valida”. Fu ciò che mi disse il vecchio ed io andai…».

Il vecchio si chiamava Benedito, e ciò che il giovane Pastinha impara è molto più che una serie di tecniche di difesa personale: egli si addentra in una cultura a lui sconosciuta e che rischia la scomparsa.

All’età di dodici anni entra nella scuola navale per diventare marinaio e ne esce a vent’anni; in questo periodo insegna Capoeira ai suoi colleghi. Una volta congedato dalla Marina Pastinha fa diversi mestieri ma continua sempre a giocare Capoeira e ad insegnarla.

«..Tutto passeggero, ho sempre cercato di vivere della mia arte. La mia arte è quella del pittore, artista…».

La sua vita cambia quando un suo ex alunno lo porta ad una roda di Capoeira tradizionale; in quella roda c’erano solo Mestres il più ragguardevole era Amozinho. I Mestres ammirano la sua competenza, al punto da eleggerlo custode della Capoeira Angola.

«…di una cosa non c’è dubbio: furono i negri portati dall’Angola che ci hanno insegnato la Capoeira.

Può essere che fosse ben differente dalla lotta che quei due uomini stanno mostrando adesso. Mi hanno detto che ci sono cose scritte che provano questo. Ci credo. Tutto muta. Ma ciò che noi chiamiamo Capoeira Angola, quella che io ho appreso, non ho lasciato che cambiasse qui nell’Accademia; e sono più o meno 78 anni… e ne passeranno 100, perché i miei alunni sono zelanti.

Adesso i loro occhi sono i miei. Sanno che devono continuare. Sanno che la lotta serve a difendere l’uomo..».

Le considerazioni del Mestre Pastinha creano molti sostenitori in tutto il paese. L’originalità del metodo di insegnamento, la pratica di gioco come espressione artistica, formano una scuola che privilegia il lavoro fisico e mentale per far in modo che il talento diventi creatività artistica.

«La Capoeira Angola può essere insegnata soltanto senza forzare la naturalità della persona, la faccenda consiste nel mettere a frutto i gesti liberi e propri di ciascuno. Nessuno lotta allo stesso mio modo, ma nel loro modo c’è tutta la conoscenza che io ho imparato. Ognuno è ognuno..»

capoeria angolaLa Capoeira Angola di Mestre Pastinha

Suo è il merito di aver creato una didattica ed un vero e proprio codice di comportamento che tuttora accompagnano il cammino di ogni angoleiro (quelli che pratica la capoeira angola). Dalla sua scuola escono i due Joao che oggi ancora continuano instancabili nell’insegnamento e nella diffusione di quest’arte: Mestre Joao Grande (fondatore del Capoeira Angola Center di New York) e Mestre Joao Pequeno (che continua la tradizione del Centro Esportivo de Capoeira Angola a Salvador).

Gli allievi di Mestre Pastinha indossano una uniforme composta da pantaloni neri e camicia gialla a maniche corte: sono i colori della squadra di calcio Ypiranga di Salvador, il team del cuore del maestro. Questi colori oggi sono diventati parte integrante dell’immaginario collettivo mitico della Capoeira Angola.

Gli Angoleiros inoltre calzano delle scarpe, contrariamente al resto dei capoeristi (nella scuola di Mestre Bimba si gioca scalzi). Tutti quelli che fossero entrati nell’Academia di Mestre Pastinha per giocare nella sua roda, avrebbero dovuto calzare le scarpe, per conformarsi agli usi della casa.

Tuttora il fatto di indossare le scarpe costituisce una caratteristica peculiare degli angoleiros rispetto agli altri giocatori.

Mestre Pastinha cura molto il misticismo, recuperando la dimensione sacra che permea tutto il mondo africano. Codifica i procedimenti di chiamata del gioco, di uscita dal gioco e di organizzazione della roda. La religiosità diventa fondamentale nella formazione di una concezione filosofica della Capoeira in cui la generosità, il rispetto per l’altro e per la vita sono aspetti centrali e imprescindibili nella roda e nell’esistenza quotidiana. Un codice di comportamento valido non solo nella roda ma anche nella vita di tutti i giorni. Mentre nella Capoeira Regional si andava perdendo la dimensione sacra, nella Capoeira Angola il rito diventa il perno centrale attorno al quale ruota l’insegnamento e il gioco.

 

 

 

 

spoint

Back to top